2018 Road Book Winter Trail del Parco

Sono uno dei fortunati ad aver partecipato a tutte le edizioni del Winter Trail del Parco. E questo è il terzo anno in cui io e Edo, insieme a tanti amici, curiamo il percorso e la tracciatura. Per la settima edizione, come vuole la tradizione, ci sarà qualche piccola modifica.

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Come da consuetudine partiremo dalla chiesa di San Michele e ci dirigeremo verso il paese, qui dopo poche centinaia di metri svolteremo a sinistra in una stradina che diventerà subito un sentiero. Fino a qui non dovreste perdervi, perché ci sarà Edo a fare da apripista (sempre se riuscirà a stare davanti ai top runner).

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In circa 3 kilometri e mezzo  arriveremo al prato del Parco Provinciale vicino al rifugio, in costante salita, non troppo dura, ma comunque impegnativa. In questo tratto non ci sono particolari difficoltà, però ci saranno parecchi bivi nel sentiero e incroceremo un paio di volte la strada asfaltata, quindi occhio ai classici cartelli “TdP” e alle scritte in spray sulla strada.

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Poco prima del Rifugio incontriamo subito l’ unica modifica rispetto allo scorso anno. Al termine del bosco dei grandi cartelli indicheranno a destra la non competitiva (“Marcia”) e a sinistra la competitiva (“Trail”).

La Marcia proseguirà al rifugio dove ci sarà il loro unico ristoro (che per il trail sarà il secondo e ultimo) e dove si ricongiungerà all’ ultima parte della competitiva.

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Il percorso della gara invece terrà appunto la sinistra rimanendo nel bosco per alcune centinaia di metri tagliando dritto tra le piante su una traccia non battuta (che sarà per questo motivo segnalata con più fettucce del solito) fino al tratto di strada asfaltato che congiunge la chiesa al rifugio del Parco. Questa è l’ unica novità che sostanzialmente non cambia il kilometraggio e il dislivello ma che esclude dal percorso quello che normalmente era il primo ristoro. In questo modo il tracciato non sarà più il classico “8” ma diventa ad anello. Questa scelta porta ad avere 2 ristori, ma dovrebbe evitare i casini che normalmente avvenivano dove l’ andata si incrociava con il ritorno (speriamo bene!).

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A questo punto risaliamo la strada per 100 metri circa e svoltiamo a sinistra in discesa nel sentiero CAI detto dei Dragoni, attraversiamo il prato sede del “Mini Trail Sentiero delle Fate” (mi raccomando non mancate il 5 agosto!) rientriamo nel bosco e lo seguiamo fino a un bivio ben segnalato, qui si gira a sinistra abbandonando il Sentiero dei Dragoni e si risale per poche centinaia di metri verso il Prato delle Lame, che incontreremo dopo aver riattraversato la strada che porta al Parco.

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Continuiamo sul sentiero in discesa, seguendo per Belvedere. Attenzione al fango nella prima parte e ai sassi nella seconda.

Usciamo dal bosco appunto poco prima dell’ abitato di Belvedere e giriamo decisamente  a destra costeggiando un recinto con asini e cavalli. Qui ricomincia la salita leggera che ci porta su una carrareccia fino a una casa isolata (Pirolla) da dove si intravede il primo ristoro (10 km circa). In un attimo siamo a Sgarbozza dove i nostri parenti fingendo di ristorarvi cercheranno di farvi perdere tempo per favorire noi Palpi (mi raccomando prendetevi il tempo che vi serve e provate i buonissimi datteri appena arrivati direttamente dalla Tunisia).

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Ora attraversiamo il paese ed entriamo in un sentiero in salita poco battuto che porta a La Poggiata, ancora sulla strada del Parco, che attraversiamo, e imbocchiamo un sentiero in discesa poco visibile, che attraverso una pineta ci porta a Taverne.

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Attraversiamo anche Taverne, seguiamo una bella carrareccia e dopo poche centinaia di metri, sulla destra troviamo il bivio per il Budello del Diavolo. Da qui fino alla Croce dei Segni la salita sarà molto impegnativa, una delle più dure del nostro appennino. Godetevi la bella cascata all’ inizio, che quest’ anno è ricca d’ acqua, e il caratteristico ponte in legno perché da lì le vostre attenzioni saranno tutte per la fatica. Sulla parte più alta del Budello ci sono dei punti leggermente esposti, fate attenzione.

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Finito il Budello svoltiamo a sinistra su quello che abbiamo chiamato Sentiero delle Fate (vi ho già detto di ricordarvi di venire il 5 agosto?), un breve tratto in leggera pendenza che ci porterà al rifugio dove troveremo il secondo ristoro.

Qui il percorso si ricongiunge con quello della marcia. Dopo esservi rifocillati sfilate il rifugio a sinistra per l’ ultima faticosa, ma breve salita alla Croce dei Segni. Da qui sarà tutta discesa su sentieri Cai, ma fate attenzione perché ci sono alcuni bivi che possono indurre in errore i più bravi e distratti discesisti. La discesa è facile e quasi tutta nel bosco e in 3 kilometri circa troverete le prime case di San Michele. Un ultimo sforzo di 500 metri di asfalto in piano per sprintare con i vostri avversari e potrete godervi finalmente un ottimo pranzo in uno dei tanti ottimi ristoranti della zona (d’ altronde perché corriamo se nò!).

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N.B. Come sapete quest’anno c’è stato il “gelicidio”. I sentieri sono tutti aperti, ma troverete comunque molti rami e alcune piante che incombono minacciose sopra le vostre teste. Alcuni grossi tronchi non sono stati rimossi e andranno scavalcati o bisognerà passarci sotto, altri andranno aggirati. Comunque nel complesso la percorrenza è buona.

Buona corsa.

Enrico Palpi

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